Assunto di base

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
(Albert Einstein)

martedì 1 luglio 2008

In loving memory

di Licia Ambu

Monumentale. In senso atmosferico. Quando si prova a immaginare quel silenzio da cui a volte nasce la poesia. Spesso quello che dobbiamo cercare dentro di noi, faticosamente. Qui è casa sua. Ti viene paura di romperlo con un respiro e cerchi di trattenerti. Immerso tra la storia di Roma in ogni cardine, una sorta di giardino ricavato dove il tempo si è fermato.Qui, senza limiti nella storia delle parole, dormono umanamente silenti le spoglie di molti artisti, scrittori, liberi pensatori, anche quando liberi sembra impossibile esserlo. Si cammina tra le fila di monumentali lapidi, ognuna con una propria storia, ognuna con vita e significati.


Naturalmente, in questa particolare occasione possiamo rendere lode alla chiesa cristiana, che non concedendo accesso alle anime defunte di protestanti, ebrei, ortodossi, suicidi e attori, ed esiliando le loro spoglie fuori dalle mura, ha in qualche modo contribuito all’edificazione di questo paradisiaco cortile dei dormienti. Successivamente cinto, dopo il 1817, in seguito ad una richiesta di Prussia, Hannover e Russia. Un sapore romantico per chi è estraneo ai dogmi della maggioranza. Ciò spiega anche l’ingresso di alcuni esuli della cultura nostrana tra tanti stranieri, alcuni dei quali noti, altri meno. Suolo sacro e libero, abitato da guardiani particolari, quali solo i gatti possono essere in tale occasione, conferendo un’ideale mistica e lunare ambientazione. 

Camminano o dormono al sole o all’ombra del giardino, a volte ti accompagnano, ti scortano per i sentieri, tutti uguali e tutti diversi.
Qui dove il dolore non si esplicita in forma rituale, ma poetica e passionale, con storie d’amore e amicizia che si rincorrono sulle lapidi e si richiamano. Appena sopra la collina, L’angelo del dolore, un monumento che lo scultore William Wetmore Story, scolpì in memoria e amore della moglie. Indescrivibile per realismo e bellezza. Gadda, Gramsci, Keats e Shelley e molti altri, esuli in vita e in morte e in vita e in morte indimenticabili e diversi.

« This grave contains all that was mortal, of a young english poet, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water »

Poco distante:

Keats! Se il tuo caro nome fu scritto sull'acqua, ogni goccia è caduta dal volto di chi ti piange.
In loving memory.

Via Caio Cestio, 6
00153 Roma
Tel/Fax: 06 5741900
Lunedì-Sabato 9:00 – 17:00
Domenica e festivi chiuso
Ingresso gratuito

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Liricamente mi stringi il cuore.

Valentina ha detto...

Adoro Keats e adoro le persone che lo amano..ti apre il cuore e l'anima, proprio come questo tuo scritto..grazie!

alice ha detto...

grazie a te!

Anonimo ha detto...

il tuo post è commovente, estremamente poetico e avvolgente, mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di linkarlo nella nostra community di viaggiatori on line, TRIVAGO.IT. Spero che ti faccia piacere, e non si sa mai che ti venga voglia di iscriverti e condividere le tue passioni, i tuoi sogni, speranze..e poesia! ;)